Kairos: il laboratorio di assemblaggio di Lavoro Associato

Kairos: il laboratorio di assemblaggio di Lavoro Associato

Che cosa significa lavoro? 

Lavoro vuol dire molte cose. Indipendenza economica. Realizzazione personale. Stabilità e possibilità.

Il lavoro è qualcosa di prezioso. Un bene da tenersi stretto, quando ce l’hai. Ma quando un lavoro non ce l’hai? Cosa puoi fare? Trovarlo non è così semplice, esso latita e anche quando ti pare di averlo finalmente afferrato ecco che non hai i requisiti: sei troppo vecchio, non parli bene l’italiano, non hai il permesso di soggiorno a lungo termine (che il più delle volte non otterrai fino a quando non avrai un’occupazione stabile), non hai le competenze oppure le possibilità fisiche o intellettuali per farlo, quel lavoro.

Kairos: il laboratorio di assemblagio di Lavoro Associato

Giorgio, Claudio, Nerio, Iole, Michele, Jerry, Sebastiano, Paola, Eunice e David sono persone talmente diverse tra loro che probabilmente non si sarebbero mai conosciute se non avessero avuto in comune l’esperienza a Kairos: il laboratorio occupazionale di Lavoro Associato, ramo della Cooperativa Società Nuova che si occupa dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Kairos è una grande stanza, al piano terra della sede di Lavoro Associato, in via Vittorio Veneto a Belluno. Ad accogliermi c’è Aurelio, il responsabile alle attività terziste. Appoggio la giacca vicino alla piccola libreria, realizzata grazie al certosino impegno di Giuliano che ha raccolto e catalogato i libri arrivati in sede dopo lo svuotamento di qualche soffitta, salvandoli così da un’indecorosa fine al macero. Accanto alla piccola biblioteca c’è anche un divano, per i momenti di pausa tra un turno di lavoro  e l’altro. In mezzo un grande tavolo con impacchettati i pezzi da lavorare e quelli da spedire, ultimati, alle aziende committenti.

Nerio

Aurelio mi accompagna nella sala vicina dove incontro i ragazzi del laboratorio. Lavorano attorno ad un tavolo. A volte in gruppo, a volte in coppia, dipende dal tipo di lavorazione. Mi siedo con loro. Oggi stanno assemblando dei componenti in plastica per un mobilificio. Una consegna di 700 pezzi da ultimare in una ventina di giorniNerio mi spiega che si tratta di ammortizzatori per i cassetti. “Vedi?” Mi dice “devi unire i due pezzi principali. Aggiungere i gommini nell’apposita asola. Avvitare. E poi incelofanarli. Etichettare le confezioni. Spedirli in azienda”. Intanto Aurelio passa tra le postazioni. Controlla. Consiglia. Corregge se necessario. 

Claudio

Vicino a Nerio c’è Claudio. Ex dipendente Invensis. Dopo che l’azienda ha chiuso nel 2013 ha avuto difficoltà a trovare un nuovo posto di lavoro. “Sai a casa ho qualche capo di bestiame, pecore soprattutto, lavoro come allevatore ma non basta. Ho due figli e ho bisogno di lavorare. Per fortuna dal Centro per l’Impiego mi hanno mandato qui a Lavoro Associato per un tirocinio. Lavoro da due mesi e spero di poter proseguire.” Gli chiedo come sia lavorare nel laboratorio Kairos “Mi piace. Ognuno fa in base alle proprie abilità e poi impariamo continuamente qualcosa di nuovo, questo è molto utile.”

Michele

Al tavolo accanto lavora Michele. Attacca subito bottone chiedendomi di indovinare la sua età. Che è giovane si vede. Sparo “20 anni”. Ci ho preso, al primo colpo. Michele però non vuole parlare del suo lavoro. Preferisce raccontarmi le sue passioni. Accanto alla sua postazione ci sono delle cuffie. “Ascolto musica. Mi piace soprattutto la classica, in particolare il walzer. E poi il rock. Sono appassionato di Star Wars e di Dracula, il romanzo di Bram Stoker.”

Sebastiano

Mentre scopro le passioni di Michele arriva Sebastiano. Anche lui è giovane e, anche lui, mi sfida ad indovinare la sua età. Sta volta devo fare qualche tentativo. Spostare la decina dal due al tre e poi lavorare sulle unità. Alla fine ci riesco. Trent’anni tondi. Sebastiano frequenta Kairos dal lunedì al venerdì, con una borsa lavoro. “Cercavo un lavoro e l’ho trovato” spiega laconico.

Iole

Vicino a Sebastiano c’è Iole, una signora gentile e un po’ timida. Fino ad ora non ha detto una parola. Le chiedo se ha voglia di raccontarmi la sua esperienza. Mi sorride. “Anche io lavoravo in fabbrica, come Claudio. Ora lavoro qui, un giorno alla settimana, grazie ad un progetto per lavori di pubblica utilità. Sono tutti gentili. Mi trovo bene.”

Jerry

Jerry invece è un lavoratore storico. A Kairos da due anni, conosce Società Nuova in ogni aspetto. Finito l’assemblaggio infatti raggiunge il Centro Diurno Arte in Parte, dove lavora la ceramica. È un artista nel suo impiego pomeridiano e un preciso esecutore in quello mattutino. Una risorsa preziosa, con il sorriso sempre stampato sulle labbra.

Adam

Alla postazione in fondo la sala c’è Adam, fresco di assunzione, arrivato a Belluno grazie ad un programma di ricongiungimento familiare, portato avanti in collaborazione con una cooperativa di Venezia, dove lavorava prima. “A Venezia cucivo borse. Oggi assemblo meccanismi per ante scorrevoli. Quelle dei cassetti delle cucine.” 


“Vedi? Anche noi siamo parte del Made in Italy. Questi meccanismi andranno montati su parti di cucine che finiranno in bella mostra al Salone del Mobile, a Milano.” Afferma Giorgio e continua “Sapere che dietro una grande firma c’è anche il nostro lavoro, seppur piccolo è per me, e per i miei colleghi, motivo di orgoglio.”

Giorgio

“Ho iniziato a frequentare i tirocini per disoccupati organizzati dal Centro per l’Impiego. Qui a Lavoro Associato mi trovo molto bene. I colleghi sono in gamba e sono sicuro che mi dispiacerà quando andrò via.” Già, perché Giorgio inizierà presto un lavoro altrove. È entusiasta mentre mi racconta la sua esperienza. I suoi sforzi sono stati premiati. Il suo percorso lavorativo sta per prendere la tanto agognata giusta piega

“I percorsi di reinserimento lavorativo servono proprio a questo”, mi spiega Aurelio “a dare alle persone gli strumenti per tornare attivi sul mercato del lavoro. Servono a dare nuove competenze. Ad aprire possibilità. Ad evitare lo stallo e la rassegnazione.” 

Un altro gruppo di lavoratori si occupa di confezionare scatole per occhiali di brand di lusso. Preparano il panno in microfibra per pulire le lenti. Infilano l’astuccio nella scatola. Controllano la qualità del prodotto. La chiudono nell’apposita confezione in plastica.

David

David viene da El Salvador, da 12 anni in Italia, inserito con il progetto Esodo “Qui a Lavoro Associato impariamo lavori diversi. Io faccio assemblaggio, sei ore al giorno. Se c’è bisogno però esco anche con le squadre che fanno lavori esterni. Sgombero neve. Faccio traslochi. Taglio l’erba. Mi piace.”  

Eunice e Paola

Eunice, anche lei al confezionamento astucci. Ha 42 anni, da circa metà vive in Italia. Da dicembre è a Lavoro Associato, grazie ad un progetto comunale di inserimento lavorativo. Con lei c’è anche Paola, originaria di Rocca Pietore, vive a Belluno da 16 anni.  Grazie al servizio di Inserimento Lavorativo oggi ha un’occupazione part-time. “Il lavoro mi piace. Quando abbiamo molti ordini il tempo scorre in fretta.”

Le commesse da parte delle aziende sono poche ultimamente, anche se il laboratorio di Lavoro Associato rappresenta per esse un valido appoggio nell’ottemperare ai dettami della legge 68/99 che prevede l’obbligo, per le aziende con oltre 15 dipendenti, di assumere una percentuale di lavoratori svantaggiati.  

Dopo aver ascoltato le esperienze a Kairos pare evidente che lavoro significhi possibilità. Non a caso il nome scelto per il laboratorio di inserimento lavorativo di Lavoro Associato si traduce, dal greco antico, con momento da cogliere, opportunità. Queste persone hanno scelto di mettersi in gioco. Per riscattarsi. Per essere protagonisti attivi nella società. 

Se sei un titolare d’azienda e cerchi un laboratorio di assemblaggio a cui affidare le tue commesse, contatta Lavoro Associato.